Eredità, Successione e Testamenti

La successione testamentaria

La successione testamentaria è quella regolata dal testamento, in quanto i successibili sono individuati dalla persona che ha fatto testamento (che si chiama testatore o de cuius).
Il testamento è un atto unilaterale, strettamente personale con il quale il testatore dispone per il tempo in cui avrà cessato di vivere, delle proprie sostanze o di parte di esse.
Esso è revocabile fino all’ultimo momento di vita della persona che ha pertanto il diritto di modificarlo e di revocarlo finché vive.
Il testamento ha, generalmente, contenuto patrimoniale, perché istituisce uno o più eredi o anche soltanto legati. Tuttavia, può anche contenere disposizioni non patrimoniali, come la designazione di un tutore o il riconoscimento di figli naturali.
È un atto formale, cioè rigidamente sottoposto alle forme indicate dalla legge. La forma del testamento, trattandosi di un atto solenne, è quella scritta.

Di testamento scritto vi sono 5 forme:

Testamento Olografo

ossia quello scritto, datato e sottoscritto interamente a mano dal testatore;

Testamento Pubblico

un documento ufficiale redatto dal notaio, che mette in forma scritta le dichiarazioni di ultima volontà che gli vengono fatte oralmente dal testatore alla presenza di due testimoni; l’atto deve essere datato e sottoscritto dal notaio e dai testimoni;

Testamento Segreto

quello nel quale il testatore conserva le disposizioni nella più completa riservatezza ed ha maggiori garanzie di conservazione del documento. È composto da due elementi: la scheda testamentaria, ovvero i fogli su cui sono scritte le volontà del testatore e l’atto di ricevimento: ovvero l’atto con cui il notaio documenta che il testatore gli ha consegnato personalmente la scheda e gli ha dichiarato che vi sono scritte le volontà testamentarie. Viene sottoscritto sia dal notaio stesso, che dal testatore e da due testimoni;

Testamento Internazionale

si applica nei casi in cui un cittadino italiano si trovi all’estero, oppure si tratta del testamento di un cittadino straniero in Italia. Consiste nella consegna al notaio di un documento su cui risultano scritte le disposizioni testamentarie e nella dichiarazione del testatore che tale documento è il suo testamento ed egli è a conoscenza del contenuto;

Testamenti Speciali

Vi sono, infine, i testamenti speciali, che ricorrono in quelle ipotesi in cui le forme previste per le tipologie ordinarie di testamento non possono applicarsi, a causa di eventi eccezionali (es. a bordo di una nave, oppure in caso di calamità). Sono tutti accomunati dal fatto che perdono efficacia dopo 3 mesi dalla cessazione della causa che li ha determinati, oppure dopo che il testatore si è trovato in un luogo in cui poteva fare un testamento ordinario.

Quando un testamento può essere considerato nullo?

Il testamento è nullo quando non vi è certezza sulla sua provenienza, cioè quando non v’è certezza sull’autore del testamento (es. difetto di autografia nel testamento olografo).
Tuttavia, si ammette la sanatoria della nullità quando gli eredi, nonostante la causa invalidante, vogliano comunque rispettare la volontà del testatore. Purchè non si tratti di sanare disposizioni illecite, perché in quel caso si andrebbe contro i principi dell’ordinamento.
Invece, nei casi in cui vi sia mancanza di altri elementi, c’è l’annullabilità dell’atto, che è soggetta a prescrizione di 5 anni decorrenti dal giorno in cui è stata data esecuzione al testamento.
Il testamento concluso da incapace è annullabile.

Successione necessaria e quota di legittima

È importante tenere presente che il testatore, nel redigere il testamento, non ha una libertà assoluta nelle proprie decisioni. La legge infatti stabilisce che vi sono alcune categorie di persone alle quali spetta necessariamente una quota dei beni del testatore. Ed è per questo che si parla di successione necessaria e di quota di legittima. I legittimari sono: il coniuge, i discendenti (figli) ed, in caso di mancanza di figli, agli ascendenti (genitori).
Per poter stabilire se il testatore abbia leso la quota di legittima bisogna, all’apertura del testamento, verificare l’esatto ammontare del patrimonio. Questa operazione di natura matematica prende il nome di riunione fittizia perché i beni vengono tutti riuniti, anche se fittiziamente.
Se da questi calcoli emerge che la quota è stata ecceduta, allora ciascun legittimario può esperire l’azione di riduzione. Questa azione ha lo scopo di ridurre le altre quote testamentarie e le donazioni, ed è irrinunciabile.

Dichiarazione di Successione

Dichiarazione di Successione

La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione consiste nella compilazione e presentazione all’Agenzia delle Entrate di un documento di natura fiscale a carico degli eredi, contenente i dati del defunto, nonché l’elenco dei beni e più in generale dei cespiti attivi e passivi dello stesso.
La dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dall’apertura della successione (morte del de cuius) all’Agenzia delle entrate nella cui circoscrizione il defunto ha avuto la sua ultima residenza.
La sua funzione è quella di fornire informazioni all’Agenzia delle entrate sull’ammontare e la composizione del patrimonio ereditario in modo da potervi calcolarvi le imposte che devono essere pagate.
Una volta presentata la dichiarazione, l’Agenzia delle entrate notifica agli eredi la liquidazione dell’imposta di successione: essa va pagata entro i sessanta giorni successivi alla richiesta (e devono farlo tutti gli eredi solidalmente: significa che il Fisco può agire per ottenere l’intero importo anche nei confronti di un erede soltanto che, poi, potrà rivalersi sugli altri in proporzione alle rispettive quote di eredità) e l’importo dipende dal grado di parentela degli eredi rispetto al defunto.
In alcuni casi, sono previsti degli esoneri, le cosiddette franchigie: ad esempio, il coniuge e i figli possono usufruire di una franchigia di un milione di euro, ciò significa che fino a un milione di euro non pagano la tassa di successione. Se l’eredità supera questa soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso con aliquota fissata al 4%;

  • per i fratelli e le sorelle, la franchigia è 100.000 euro. Nel caso l’eredità superi questa soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso. L’aliquota in questo caso fissata è del 6%;
  • per i parenti sino al quarto grado (zii, nipoti, cugini, suoceri e cognati) l’aliquota è al 6%;
  • per altri soggetti si applica l’aliquota dell’8%;
  • per gli eredi disabili la franchigia è di 1.500.000 euro.


Per i beni immobili, vanno pagate – prima di presentare la dichiarazione – le imposte catastali e ipotecarie, come se si trattasse di una normale compravendita. Il valore catastale viene calcolato moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5%. Per i terreni edificabili si moltiplica per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%. L’imposta ipotecaria per tutti gli eredi è del 2%. Si può usufruire dell’agevolazione come “prima casa” se gli eredi utilizzano l’immobile ad abitazione principale.
Entro trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione va effettuata la voltura presso il competente Ufficio del catasto fabbricati e/o terreni.

Donazioni

Donazioni

Donazioni

La donazione è il contratto con cui per spirito di liberalità, una persona arricchisce l’altra, disponendo a favore di quest’ultima di un suo diritto, o assumendo verso di lei un’obbligazione.
Gli elementi essenziali della donazione sono, pertanto, da un lato, lo spirito di liberalità e, dall’altro lato, l’arricchimento del donatario.
Per quanto riguarda la forma, è essenziale che la donazione sia fatta sotto il controllo del notaio per atto pubblico, con due testimoni.
La necessità dell’atto pubblico è dovuta

  • all’importanza dell’atto di donazione
  • per gli effetti sul patrimonio di chi dona (e dunque si priva di qualcosa).

La donazione deve essere fatta da chi è capace d’intendere e di volere e cioè di comprendere il significato sociale dell’atto che compie e di tutte le conseguenze che ne derivano.
La donazione è uno strumento con cui si può rispondere a necessità e interessi diversi: per esempio, una persona può donare una casa ad un altro soggetto, il quale allo stesso tempo accetta di prestarle assistenza.
La donazione può essere revocata per alcune cause tassative di natura etico-sociale, quali:

  • ingratitudine di chi riceve la donazione: nel caso in cui il destinatario commette atti gravi nei confronti di chi gli ha fatto la donazione o del suo patrimonio
  • «sopravvenienza di figli»: se chi ha fatto la donazione ha figli o discendenti (anche se scopre di averli dopo la donazione).

Se la donazione è fatta a persone che avrebbero diritto a ricevere un’eredità da chi dona, essa è considerata anticipo di eredità: significa che al momento del decesso di chi ha fatto la donazione, quest’ultima “rientrerà” nella quota di eredità.

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